1° maggio con Outdoor Cilento all’Inghiottitoio di Vallivona – Sanza


1° maggio con Outdoor Cilento escursione all’Inghiottitoio di Vallivona, Sanza (SA), un primo maggio immersi nella natura selvaggia del Cilento.

Il Monte Cervati, con i suoi 1898 metri, è il monte più alto della Campania. Si colloca tra i comuni di Sanza, Piaggine e Monte San Giacomo. La natura geologica del massiccio mostra la morfologia tipica di un ambiente carsico, con inghiottitoi, sorgenti freschissime e corsi d’acqua temporanei. Natura incontaminata, panorami mozzafiato e un paesaggio unico. Definito il Santuario degli escursionisti, l’Inghiottitoio di Vallivona, sarà il fulcro della nostra giornata. Un’escursione imperdibile!!!!

PER INFO E PRENOTAZIONI:
389-9329413
333-2286542

Versante di salita: Sanza, dalla Fontana dell’Inferno (Percorso lungo) e Colle del Pero (percorso breve)
Dislivello andata percorso lungo: circa 650 m

Dislivello percorso breve: 200 m
Tempo totale: 6 h
Difficoltà percorso lungo: medio-alta
Difficoltà percorso breve: bassa
Lunghezza percorso lungo : circa 12 km Andata/Ritorno (E- Escursionistica)
Lunghezza percorso breve: circa 5 km A/R (T- Adatto a tutti, Turistico)

Aspetti geologici:
La natura carbonatica delle rocce del massiccio del Cervati determina l’ampio sviluppo di fenomeni carsici. Questi costanti processi, dovuti principalmente alla dissoluzione dei carbonati di Ca e Mg delle rocce calcaree, creano forme morfologiche sia in superficie (esempio: doline), che in profondità (esempio: grotte, grave, inghiottitoi). In questo scenario l’attore principale è la forza erosiva (chimica e fisica) dell’acqua, che abbonda in questo bacino idrografico da cui prendono vita fiumi come: il Bussento, il Mingardo e il Calore. Tra le varie gole, grave e grotte presenti sul Cervati, la forma geomorfologica più eclatante è rappresentata dell’Inghiottitoio di Vallivona, situato sul versante NW del rilievo a quota di 1150 m. Questo rappresenta una tipica forma carsica in cui c’è confluenza massiccia di acqua, in questo caso rappresentate dalle acque del reticolo idrografico del fiume Bussento. È una depressione con apertura ellittica, profonda un centinaio di metri e larga 20-40m. L’Inghiottitoio era una grotta che raccoglieva acque di ruscellamento superficiale che si inabissavano per sorgere a quote minori, a Varco la Peta (909m s.l.m.), attuale inizio del fiume Bussento, e a Montemenzano (583 m s.l.m.), altra sorgente. Gruppi di speleologi hanno ipotizzato che il tratto di confluenza delle acque, in prossimità dell’inghiottitoio, rappresenta “l’alta via del Bussento”, come testimonia la presenza di “condotti fossili”, di un antico percorso, posti sopra a quello attuale. Secondo alcuni (L’Appennino meridionale,1991), l’inghiottitoio rappresenta l’evoluzione carsica di fenomeni glaciali quaternari. Il tunnel, utilizzato per accedere all’interno dell’inghiottitoio, è lungo circa 500 m, ed è stato realizzato negli anni ’50 per garantire un maggior deflusso delle acque.

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