Alla scoperta del Mingardo

Il mingardo dalla strada che conduce a Lentiscosa


Il Mingardo è un fiume della provincia di Salerno che nasce dal Gelbison e sfocia nel mar Tirreno nei pressi di Capo Palinuro. La lunghezza complessiva è di circa 38 km.
I paesi che si affacciano sulla valle del Mingardo, in ordine dalla sorgente, sono: Rofrano, Montano Antilia, Laurito, Alfano, Roccagloriosa, Celle di Bulgheria e la sua frazione Poderia, San Severino (frazione di Centola). La Commissione europea ha riconosciuto al fiume Mingardo ed all’omonima valle la qualifica di Sito di Importanza Comunitaria (codice SIC IT8050013). Il sito ha complessivamente una estensione di 16,38 km².

Fiume Mingardo
Fiume Mingardo

Il corso del fiume
Il Mingardo nasce col nome di fiume Faraone dal gruppo sorgivo Fistole del Faraone alle pendici del monte Raia del Pedale ” 1521m “, ha una portata media complessiva di circa 580 – 600 lt/s (di cui circa 180 lt/s vengono captate con un bottino di presa).
La portata del Faraone viene ingrossata dalle acque scendenti dal monte Faiatella e dal monte Pietra Alta e dal torrente Fosso di Pruno, che nasce dal monte Pruno e che taluni indicano erroneamente come il primo tratto del fiume Mingardo. Congiungendosi nei pressi di Rofrano con il torrente Trave, il fiume Faraone assume definitivamente il nome di Mingardo.
Altri affluenti del Mingardo sono il torrente Utria, che confluisce da destra all’altezza di Laurito, ed il torrente Serrapotamo, il suo affluente principale, che confluisce da destra nei pressi di San Severino. Il terreno su cui scorre l’alto corso del fiume è caratterizzato da fenomeni carsici, che hanno portato alla formazione di imponenti ed oscure forre, tra cui sono note agli escursionisti la Forra dell’Emmisi, scavata dal fiume alle porte di Rofrano, e la Gola del Diavolo, su cui si affaccia il borgo medioevale di San Severino.
Il mingardo dalla strada che conduce a Lentiscosa
Il mingardo dalla strada che conduce a Lentiscosa

Il corso del fiume taglia letteralmente il Monte Bulgheria, un grande massiccio calcareo che si estende dalla costa sino alle diramazioni dei rilievi appenninici interni. L’unità morfo-strutturale del massiccio ha comportato lo sviluppo di fenomeni carsici, che lungo il corso del Mingardo hanno portato alla formazione di imponenti forre. Tra esse sono note:

la Forra dell’Emmisi, gola scavata dal fiume alle porte di Rofrano;
la Gola del Diavolo, profonda ed oscura forra su cui si affaccia il borgo medioevale di San Severino;
la Gola della Tragara, detta anche Valle dell’Inferno, una larga gola a forma di V, profonda all’altezza di Celle di Bulgheria circa 700 metri, che prosegue sino quasi alla foce del fiume.

Mingardo - Gola del diavolo
Mingardo – Gola del diavolo

Il Mingardo sfocia nel Tirreno, costeggiando l’altura dove sorgeva l’antica città di Molpa. Sul lato destro dalla foce a pochi metri dalla costa emerge dal mare lo Scoglio del Monaco (noto anche come Scoglio Mingardo); sul lato sinistro della foce si incontra l’Arco Naturale, una falesia ad arco di natura calcarea, considerato uno dei monumenti naturali più famosi della Campania, che a causa del processo di consunzione molto avanzato rischia di scomparire in pochi decenni.
In estate l’area della foce, molto riparata dalle correnti marine, si trasforma in un improvvisato porticciolo turistico. Inoltre, utilizzando massi frangiflutti e sabbia di riporto e dragata dal fiume, sul lato sinistro della foce è stata creata una spiaggia artificiale, affollata dai bagnanti provenienti dai campeggi limitrofi.
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