Cilento, fauna: il gatto selvatico Non e' il comune gatto che vive per strada, questo non e' addomesticabile

Il gatto selvatico


Ordine: Carnivori
Famiglia: Felidi
Genere: Felis
Specie: Felis sylvestris
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Il gatto selvatico
Il gatto selvatico

Il gatto selvatico europeo (Felis sylvestris) raggiunge 1,20 metri di lunghezza compresa la coda, che misura 35 cm., ha un corpo robusto, agilissimo, testa corta e rotondeggiante, zampe forti e lunghe, specialmente quelle posteriori, coda tronca all’estremità e di grossezza uniforme. Il pelo è folto e morbido, di colore grigio-fulvo, più chiaro sul ventre, con fasce trasversali scure; alcuni anelli nerastri ornano la coda.
E’ dotato di una vista eccellente anche in pessime condizioni di luce, l’olfatto è molto buono e l’udito ottimo.
Ha orecchie dritte e larghe alla base ed occhi gialli. Particolarmente sviluppati sono i canini e i denti ferini, adatti a dilaniare la preda.
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Il felis sylvestris è diffuso in tutta l’Europa centrale. In Africa vivono altre specie di gatto selvatico, la Felis lybica (Africa settentrionale e centrale), la Felis aurata (Africa equatoriale), la Felis nigripes (Africa meridionale). In India è presente la specie Felis viverrina.
E’ il felino selvatico più diffuso in Italia nonostante sia quasi scomparso. La popolazione nazionale è stata stimata in circa 700 800 animali distribuiti nelle Alpi occidentali, sull’Appennino centro-meridionale, nel Gargano, in Sicilia ed in Sardegna dove vive la specie Felis sarda con coda lunga e ciuffo di peli sull’estremità delle orecchie.
In Campania, il felis sylvestris, è presente nel Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Assente in quello del Vesuvio a causa della caccia indiscriminata che ha portato all’estinzione di quasi tutta la fauna di grandi e medie dimensioni.
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E’ di abitudini arboricole e notturne, di giorno rimane nascosto nelle cavità degli alberi, in anfratti rocciosi, in tane abbandonate, mentre di notte salta agilmente di ramo in ramo alla ricerca di conigli selvatici, roditori ed altri piccoli mammiferi, non disdegnando all’occasione rane e uccelli che scova nei nidi.
Ogni individuo occupa un proprio territorio che marca regolarmente con la secrezione di ghiandole odorifere e spruzzi di urina.
Si riproduce una volta all’anno dando alla luce 3 o 4 piccoli che restano con la madre fino a 5 mesi. Il periodo degli amori va da metà gennaio a metà marzo.

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