Cilento: Il fico bianco D.O.P.


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l Fico bianco del Cilento è un prodotto ortofrutticolo italiano che identifica i frutti essiccati della specie Ficus carica domestica L. – dei biotipi riferibili alla cultivar Dottato – coltivati nella zona geografica del Cilento, regione geografica della Campania.
Fichi del Cilento, sbucciati e messi a seccare al sole.
Fichi bianchi del Cilento impaccati, in varie preparazioni e presentazioni finali.
Dal 10 marzo 2006, a livello europeo, il fico bianco del Cilento gode della denominazione di origine protetta (DOP).
Il Fico Bianco del Cilento è molto digeribile ed è più piccolo del fico comune rosso. La sua buccia non cambia di colore durante la maturazione; l’interno è marroncino tendente al bianco, ricco di fibre e zuccheri.
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Cenni Storici
L’introduzione nel Cilento del fico sembra essere precedente al VI secolo a. C. Essa è da attribuire ai coloni greci che in quest’area avevano fondato diverse città. Celebri autori dell’epoca romana hanno decantato le caratteristiche dei prodotti agricoli del Cilento tra i quali i fichi essiccati. In molti documenti, infatti, appare evidente come il fico essiccato sia identificativo dell’area del Cilento. Catone, e poi Varrone, raccontavano che i fichi essiccati erano comunemente utilizzati nel Cilento e nella Lucania come base alimentare della manodopera impiegata nei lavori dei campi. Il “Fico Bianco del Cilento” DOP si è andato quindi gradualmente evolvendo, da “pane dei poveri”, come un tempo veniva definito, ad alimento pregiato da consumare soprattutto nel periodo natalizio.Le piante di fico da millenni hanno così contribuito a caratterizzare il paesaggio rurale del Cilento diventandone, insieme all’olivo, l’icona della locale civiltà contadina.. La zona di produzione del “Fico Bianco del Cilento” DOP comprende ben 68 comuni, posti a sud di Salerno, dalle colline litoranee di Agropoli fino al Bussento e in gran parte inclusi nell’area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.Inoltre, va posto giusto rilievo al fatto che, oltre alla coltivazione, anche le fasi di essiccazione e lavorazione del prodotto si svolgono per intero nell’area geografica di produzione, presso struttureagricole ed edifici rurali, in un armonico processo di interazione tra prodotto, uomo ed ambiente.La Denominazione geografica protetta “Fico bianco del Cilento” è riferita al prodotto essiccato della cultivar “Dottato”, pregiata varietà di fico diffusa in tutto il Mezzogiorno. In particolare, il prodotto tutelato è quello derivato da uno specifico ecotipo della cultivar Dottato, che si è andato selezionando e diffondendo nel Cilento nel corso dei secoli: il “Bianco del Cilento”. Prodotto avente caratteristiche uniche e di assoluto pregio, apprezzate anche all’estero, il “Fico bianco del Cilento” DOP deve la sua denominazione al colore giallo chiaro uniforme della buccia dei frutti essiccati, che diventa marroncino per i frutti che abbiano subito un processo di cottura in forno. La polpa è di consistenza tipicamente pastosa, dal gusto molto dolce, di colore giallo ambrato, con acheni prevalentemente vuoti e ricettacolo interno quasi interamente pieno. Tali caratteristiche, considerate di eccellenza per la categoria commerciale dei fichi essiccati, sono appunto i tratti distintivi che qualificano il “Bianco del Cilento” DOP sui mercati.
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Una passione che nasce dal cuore

Solo la passione per la propria terra d’origine può spiegare l’intenso lavoro che da origine al fico bianco del Cilento come è conosciuto sulle nostre tavole. In primo luogo la raccolta che, iniziando verso la fine di luglio per terminare a fine settembre, avviene rigorosamente a mano. L’importanza di questa fase è fondamentale per l’ottimizzazione del successivo processo di essiccazione in quanto i fichi sono molto delicati, per cui durante la raccolta bisogna staccare il frutto con il peduncolo evitando di lacerare la buccia. Dopo la raccolta si procede all’essiccazione. In questo processo gli unici ingredienti sono l’aria e il sole, elementi con cui l’uomo è a contatto da sempre e ciò spiega sia l’antichità di questa pratica che l’importanza ecologica di un’attività a impatto zero sul territorio. I frutti raccolti vengono posti su di una “grata” ossia un vassoio che, in antichità era a forma di goccia costruito con rami di ginestra intrecciati e rami di salice per mantenerne i bordi. Con il tempo la “grata” si è evoluta, assumendo una forma rettangolare costruita con canne intrecciate. La “grata” veniva e viene ancora oggi utilizzata, mantenendo la tradizione, per far essiccare i fichi al sole, ponendoli ben distanziati tra loro in modo da permettere una buona circolazione dell’aria.Il processo dura circa una settimana durante la quale il contadino ogni giorno, con estrema pazienza, rigira i fichi uno per uno affinchè il sole possa dorare ogni parte del frutto e sprigionare in esso quel caratteristico aroma che, dalla fine dell’estate, si diffonde per le campagne e i borghi del Cilento.
dal sito http://ogliastrocilento.asmenet.it

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