Una gita a San Marco di Castellabate – foto / video

finalmente un weekend con il sole… l’auto, la nuova macchina fotografica e la telecamera scalpitano. Anche noi non siamo da meno. Ci invitano a trascorrere un paio di giorni a San Marco di Castellabate e non potevamo rinunciarci. Con la crisi che c’e’ in giro ti offrono una notte gratis al caldo non c’e’ da pensarci. Partiamo sabato e torniamo domenica sera. Ecco il video di San Marco ancora caldo di montaggio… [embedyt] http://www.youtube.com/watch?v=mzTrzDH1mQA[/embedyt] San Marco (Sandu Marco in cilentano) è una popolosa frazione del comune di Castellabate, in provincia di Salerno. Il paese è la sede portuale comunale. Il territorio di San Marco è stato popolato fin dal paleolitico, come testimoniano i reperti rinvenuti nei pressi della grotta marina emersa lungo la sua costa. Viene riconosciuto come la città romana tardo-imperiale di Erculia: il centro abitato con l’approdo greco-romano, la necropoli e il monastero di Santa Maria de Gulia (probabile trasposizione di Erculia), documentato fin dal 980, situato lungo la strada litorale che collegava Paestum a Elea. Nel 1168 viene identificato come il casale di “Sancti Marci”, alle dipendenze della baronia del Castello dell’abate. Il borgo, originariamente sito a ridosso dell’attuale porto, è andato sviluppandosi negli ultimi decenni dei XX secolo, anche per via dell’incremento della presenza turistica, inglobando anche la località più interna della “Torretta”.

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Approdo greco-romano / Porto greco-romano I resti di un approdo greco-romano affiorano dalle acque di San Marco in prossimità della struttura portuale moderna costruita nel 1954. Il primo nucleo abitativo del paese si è costituito proprio intorno a questa struttura. Il porto di San Marco, identificata con l’antica città romana di Erculia o Ercolam, veniva considerato il principale scalo di approvvigionamento per le imbarcazioni dirette al porto di Miseno nonché base militare o sito di appoggio per la flotta imperiale. Ad avvalorare ulteriormente questa ipotesi è il ritrovamento nelle acque antistanti il porto di San Marco negli anni 60 di alcune ancore di piombo (risalenti tra il I e il II secolo d.c) contraddistinte dalla scritta ter. Questa dicitura sta indicare la tipologia di imbarcazione a cui le ancore erano destinate: le triremi

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