Il faggio nel Cilento

Faggeta


Faggeta
Faggeta

Nel Cilento il genere è rappresentato dall’unica specie Fagus sylvatica L. diffusa sui massicci dell’Albur­no-Cervati, estese faggete ricoprono i versanti delle montagne, generalmente governati ad alto fusto. Soprattutto sugli Alburni il manto forestale è conti­nuo e, fatto importante, almeno fino alla fine degli anni ’50, era presente, nel comune di Corleto Monforte, un esteso lembo di faggeta allo stato seminaturale (129 ha), degno risultato di una rivendi­cazione secolare tra il suddetto comune e quello di S. Rufo (Susmel, 1959). Comunque sia, l’ambiente pedoclimati­co è estremamente favorevole al faggio e, difatti, nonostante i tagli a raso della legge borbonica, il pascolo incipiente e reiterati tagli contemporanei, la fagge­ta è ancora in buone condizioni vegeta­tive ed in netta ripresa su tutte le altre specie forestali.
Faggeta
Faggeta

Il faggio è la specie forestale più presente nei boschi italiani con un’area complessiva, tra fustaie e cedui, di oltre un milione di ettari.
Il massiccio degli Alburni è ricoper­to di magnifiche e dense fustaie di faggio, imponenti ed estese. Qua e là sono presenti ancora monumentali fag­gi e cerri, riserve borboniche non più utilizzate, specialmente nella zona at­torno al Casone dell’Aresta. Lo stato vegetativo delle faggete è ottimo e risen­te della presenza di eccellenti suoli bruni forestali, ricchi di humus dolce e pro­fondi; nel sottobosco si apprezzano estesissime colonie di aglio ursino (Al­lium ursinum L.). Fino al 1955, sugli Alburni era pre­sente un lembo (129 ha) di faggeta conservatasi allo stato seminaturale a causa di contestazione territoriale tra i comuni di Corleto Monforte e S. Rufo (Susmel, 1959).
Faggeta "Costara" di Sasso di Castalda
Faggeta “Costara” di Sasso di Castalda

Cervati – Nel massiccio del Cervati-Motola le faggete sono molto diffuse. La faggeta è governata interamente ad alto fusto coetaneo, ma nei tratti meno fertili o ai bordi delle radure, la statura ed il portamento delle piante diviene contorto e policormico, a simu­lazione quasi perfetta di oasi di “ceduo”, all’interno delle fustaie.
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Menzione speciale per la foresta di Cerreta Cognole.
All’estremità del Vallo di Diano, tra il fiume Calore e i primi contrafforti del massiccio del Cervati, una splendida foresta di cerri (Quercus cerris) estende il suo manto verde su un’aria di circa 824 ettari; è la foresta Cerreta-Cognole, gestita dalla Regione Campania con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato.
La foresta è divisa da una valle in due comprensori, quello di Cerreta appartenente al comune di Montesano sulla Marcellana, e quello di Cognole appartenente al comune di Sanza.
Il comprensorio di Cerreta, già di proprietà della Certosa di Padula è, dopo l’unità d’Italia, incamerato dal Demanio dello Stato per effetto dell’applicazione della legge per la confisca dei beni ecclesiastici, ha un’estensione di circa 418 ettari ed è riservato alla coltura e alla conservazione del cerro d’alto fusto.
Faggeta di Cognole
Faggeta di Cognole

Il comprensorio di Cognole, con un’estensione di circa 406 ettari, appartenente prima al feudo dei baroni di Buonabitacolo e successivamente acquistato dall’Azienda Speciale del Demanio dello Stato, ha la funzione di giovane fustaia ottenuta dalla conversione ad alto fusto con il metodo della matricinatura intensiva. L’intero complesso, dapprima vietato al pascolo e dedito al rinnovamento naturale, al rinfoltimento e al rimboschimento delle radure, ha completamente mutato la sua precedente destinazione dal 1985, con il passaggio alla Regione Campania: l’intera area è stata convertita in zona di ripopolamento per specie animali non autoctone di varie origini e provenienza, ed è stato perfino vietato il libero accesso al pubblico; chi vuole visitare la foresta deve fare richiesta al settore Tecnico Amministrativo Provinciale delle Foreste.
Faggeta di Cognole
Faggeta di Cognole

La foresta è attualmente recintata e, all’interno di essa, sono stati creati scomparti metallici per introdurre cavalli, daini, cinghiali, caprioli, capre tibetane, ecc..
Gli spazi riservati agli animali sono la prima attrattiva per il congruo numero di visitatori.
La foresta e’ aperta tutti i giorni dalle 08.00 alle 18.00 con ingresso gratuito, e’ dotata di area picnic ed e’ possibile fare numerose attivita’ come il trekking o passeggiate in bicletta (ha un percorso lungo 15 km).
Per scolareste o gruppi e’ possibile contattare il centro Tecnico Amministrativo Provinciale delle Foreste , e’ consigliata la visita nei periodi che vanno da aprile a settembre per la presenza di personale qualificato che dedica attenzione ai visitatori.
Cognole - Area attrezzata
Cognole – Area attrezzata

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