Il fiume Calore (lucano o salernitano) Un fiume che langue...

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Il Calore lucano o salernitano (per distinguerlo dall’altro omonimo Calore Irpino, affluente del Volturno) è un fiume della Campania, importante affluente di sinistra del fiume Sele al quale si congiunge non lontano dalle rovine di Paestum.

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Sgorga sulle pendici settentrionali del Monte Cervati, da alcune grosse polle ai piedi di un’alta parete rocciosa, all’interno di un’estesa faggeta, in una località chiamata Festole, non lontana dall’area forestale di Pruno.
Il fiume Calore - foto by Cilentano.it
Il fiume Calore – foto by Cilentano.it

Il suo corso si svolge interamente nella provincia di Salerno, all’interno del Cilento, per una lunghezza di 63 chilometri, facendosi strada in un bacino caratterizzato, soprattutto nella parte alta, da località impervie e di difficile accesso.
I monti del Cervati - foto by Cilentano.it
I monti del Cervati – foto by Cilentano.it

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Il fiume prosegue verso Piaggine e, superato Valle dell’angelo prosegue per Laurino, Magliano e si infossa tra strette e alte pareti rocciose, dando vita ad escavazioni fluviali nelle rocce che prendono il nome di Gole del Calore, come accade presso il centro abitato di Laurino e nella gola del Monte Pescorubino, tra le località di Magliano Vetere e Felitto. A Felitto e’ possibile visitare una della serie di cinque profonde incisioni scavate nella roccia.
Le gole del Calore - foto by Cilentano.it
Le gole del Calore – foto by Cilentano.it

Le cinque gole.
Le pareti calcaree di queste gole, che in alcuni punti raggiungono anche l’altezza di qualche decina di metri, si presentano generalmente umide e poco soleggiate e la loro formazione è stata favorita dalla presenza di numerosi rupi e pareti rocciose che contraddistinguono la prima parte del corso del fiume Calore Lucano.
Partendo dalle sorgenti del fiume Calore e seguendo il percorso dell’acqua corrente verso il mare, la prima gola che si incontra è quella che si prolunga per alcuni chilometri a monte del paese di Piaggine, costituita da alte pareti calcaree che precipitano a capofitto sulle anse del fiume Calore che si snodano alle falde del monte Cervati.
Dopo Piaggine, tra il comune di Valle dell’Angelo e la località Lazzine, si incontra la seconda gola formata da una parete costituita dal monte Pescorubino che incombe sul fiume.
La terza gola si trova invece a valle del paese di Laurino ed è caratterizzata da una fitta vegetazione.
Dopo la terza forra il fiume si apre e si dipana per un tratto prima di insinuarsi sotto le rupi del paese di Magliano Vetere dove ha sede la quarta gola che attraversa anche il territorio del comune di Felitto in località Remolino.
Il fiume Calore - foto by Cilentano.it
Il fiume Calore – foto by Cilentano.it

Dopo la quarta forra, dopo un breve tratto aperto del fiume, troviamo immediatamente la quinta gola posta sotto una rupe a picco sulla cui sommità è situato il paese di Felitto.
Una particolarità delle quarta e quinta gola del Calore è rappresentata dalle cosiddette “marmitte dei giganti” che sono degli enormi fori circolari presenti sulle rocce delle gole a diretto contatto con l’acqua torrenziale che vengono formati, durante le piene, da mulinelli d’acqua generati dalla forza della corrente fluviale.
La quarta di queste gole, può essere visitata nel periodo estivo tramite un accesso situato in località Remolino nel comune di Felitto. Da Remolino si diramano degli impegnativi sentieri di trekking, che consentono di ammirare l’ambiente circostante oppure di raggiungere la quinta forra, sono inoltre accessibili al pubblico dei percorsi fluviali che consentono di ammirare un tratto della gola. Lungo il corso della quarta e quinta gola sono presenti numerose attrattive naturali come il “ponte di petratetta” formato da un enorme masso incastrato tra le pareti rocciose e sospeso sopra il percorso del fiume, la “grotta di Bernardo” che secondo la leggenda prende il nome da un brigante che l’avrebbe abitata e numerose architetture del passato quali, ad esempio, il “ponte medioevale a schiena d’asino” di Magliano Vetere, la “diga e i ruderi della centrale idroelettrica di Remolino”.
Calore - Ponte a schiena d'asino - foto by Cilentano.it
Calore – Ponte a schiena d’asino – foto by Cilentano.it

Dopo la quinta forra il corso del fiume non è più imprigionato tra rupi e pareti rocciose, le sponde si aprono e non si incontra più nessuna gola lungo il percorso fluviale.
Dopo Felitto il fiume prosegue in direzione di Castel San Lorenzo. Qui e’ possibile effettuare delle gite a cavallo (nel periodo estivo) lungo il sentiero dei mulini.
Tabellone del "Mulino del principe" - foto by Cilentano.it
Tabellone del “Mulino del principe” – foto by Cilentano.it

Noi, naturalmente, li abbiamo raggiunti in auto e fotografati esternamente.
Il mulino del principe a Castel San Lorenzo - foto by Cilentano.it
Il mulino del principe a Castel San Lorenzo – foto by Cilentano.it

Da Castel San Lorenzo il fiume costeggia Controne, Serre e, nei pressi di Persano, s’immette nel fiume Sele.
Il Calore riveste una notevole importanza, oltre che dal punto di vista paesaggistico e idrografico, anche da quello naturalistico. Infatti, nel comprensorio del Sele e dei suoi affluenti (tra cui il Tanagro e il torrente Fasanella), come in altri fiumi del Cilento, è attestata la stabile presenza di esemplari della rara Lontra europea.
È considerato uno dei fiumi più puliti d’Europa e fa parte dell’elenco dei siti d’importanza comunitaria per la regione biogeografica mediterranea, ai sensi della direttiva 92/43/CEE.
Il fiume Calore - foto by Cilentano.it
Il fiume Calore – foto by Cilentano.it

Purtroppo da qualche anno si verifica che, durante il periodo estivo, il fiume va in secca, cosi’ denuncia il codacons: il comitato dei consumatori chiede immediata attenzione per il corso d’acqua considerato patrimonio Unesco. La captazione delle acque sorgive è maggiore a quanto consentito dalla legge, riducendo il fiume ad un rigagnolo. «Il fiume – afferma l’avvocato Pierluigi Morena del Codacons Campania – è in agonia, vi sono danni gravissimi alla fauna, alla flora, alla biodiversità, inoltre la secca nel tratto di Piaggine sta cancellando l’identità stessa del comune cilentano». Il Codacons ha presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania per segnalare la violazione delle disposizioni di legge che fissano il criterio del deflusso minimo e delle norme di attuazione del Piano del Parco (da un articolo di ottopagine del 10 settembre 2015)“.

2 Commenti su Il fiume Calore (lucano o salernitano) Un fiume che langue...

  1. Giusto per dare a Cesare cio’ che è di cesare, l’azione e la battaglia a tutela del fiume Calore Lucano a Piaggine per il ripristino del deflusso minimo vitale, è stata portata avanti dall’associazione “Gole Nord natura 2000″ con sede a Piaggine e rappresentata legalmente dal Presidente Ing. Di Perna Pasquale.Fin dal 2011 “Gole Nord Natura 2000″ ha denunciato sia a tutti gli Enti preposti alla tutela e salvaguardia ambientale che a giornali e tv ( rai tre) il disastro ambientale di cui è vittima il Fiume Calore ad opera del Consorzio Acquedotti del Calore Lucano spa.

  2. Il Codacons è subentrato a supporto dell’associazione Gole Nord natura 2000 solo a fine 2015 con la speranza di smuovere l’immobilismo e la insensibilità degli amministratori locali, del Parco nazionale del Cilento etc. etc.

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