Il Lentisco, la pianta che sana denti, gengive, stomaco e le emorragie

Il lentisco


Elemento caratteristico della macchia mediterranea è il Lentisco (Pistacia Lentiscus L.) della famiglia delle Anacardiacee (di essa fanno parte l’Anacardio, il Pistacchio, il Terebinto; alcune fonti di frutti oleaginosi, quasi tutte emettono, in condizioni particolari, delle gommo-resine).
Appunto, una delle gommo-resine più famose fin dalla più remota antichità è il Mastice (dal greco Mastikà).
Il Lentisco, nel Cilento, trova un clima adatto ad emettere questa preziosa gommo-resina. Essa è tipica dell’arcipelago ellenico. L’isola più importante per la produzione del Mastice è l’isola di Chio: celebre nei mercati e nei traffici del mondo antico, ma ancor oggi non è stato dimenticato, era il Mastice di Chio.

Il lentisco
Il lentisco

Era usato popolarmente sia come una sorta di chewing-gum, masticato energicamente per rafforzare le gengive e curare disturbi di stomaco. Tant’è vero che una parte dell’olio essenziale che si trova nella gommo-resina, molto gradevolmente aromatica, è attivo sull’Helycobacter pylori, responsabile di molti danni alla mucosa gastrica.
Sappiamo bene che gli antichi, pur non sapendo molte cose che sappiamo oggi, si comportavano come se le conoscessero perfettamente!
La tradizione contadina locale faceva usare le foglie ed i giovani rametti di Lentisco per curare le gengive infiammate, i denti smossi, la piorrea, il mal di gola ed il mal di stomaco!
Mattioli, nel commentario che segue il testo Dioscorideo (ci serviamo dell’edizione veneziana del 1557 dei “Discorsi sui sei libri della Materia Medicinale di Pedacio Dioscoride Anarzabeo”), ci fa sapere che il Mastice si produce anche in Italia. Noi riteniamo soprattutto nelle regioni più calde, assolate e più vicine al mare.
Galeno descrive il Lentisco nell’ VIII Libro del “Le Virtù dei semplici medicamenti” (ovvero dei singoli prodotti usati per fare medicamenti); in questa parte del testo Galeno descrive sia il Lentisco come tale, sia il Mastice.
Lentisco - fioritura
Lentisco – fioritura

Il Lentisco è un arbusto che contiene una essenza Acquea leggermente Calda e di una minore parte Terrestre e Fredda, grazie alla quale è moderatamente astringente.
Dissecca tra la fine del II grado e l’inizio del III, ma è quasi equilibrato tra Calore e Freddezza.
è astringente in tutte le sue parti, nelle radici, nei rami, nei germogli, nelle foglie, nei frutti e nella corteccia del fusto e dei rami.
Il succo estratto dalle foglie è anche esso simile e moderatamente astringente.
Lo si assume per via interna da solo o mescolato ad altri ingredienti nella diarrea ed in altre affezioni intestinali; giova nell’emottisi, nelle metrorragie e nel prolasso anale o dell’utero; questa ultima attività lo rende simile, affine e mescolabile con l’ Ipocistide Mastice (greco – “Mastike”).
Concludendo possiamo usare il nostro Lentisco tenendo conto che la pianta è attiva in tutte le stagioni. Considerando che è più ricco o della componente astringente (stagioni fredde) o della componente aromatico-resinosa (stagioni calde). Meglio raccoglierlo a luna calante, come la maggior parte delle piante.
è utile sia per uso interno (diarree, emorragie, ulcerazioni alle mucose digestive), sia nell’uso esterno (come colluttorio gengivale, nelle forme lievi di piorrea, nelle infiammazione del cavo orale e soprattutto nelle emorragie post-estrazione o altri piccoli interventi odontoiatrici); eccellente per fare gargarismi per il mal di gola. Ottimo emostatico nelle piccole ferite accidentali.
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Si può usare come decotto di alcuni minuti (non facciamo come gli antichi) e lasciar riposare almeno due ore o tutta la notte.
Ottimo l’estratto idroalcolico, da fare con alcool (quello “Buon Gusto”, da liquori) a gradazione intorno ai 60°. La soluzione si prepara mescolando 600 ml di alcool e 400 ml di acqua distillata o meglio ancora con acqua minerale povera di Sali.
Si lascia in macerazione almeno un mese, poi si scola, si spreme, e poi si filtra con carta-filtro o con cotone idrofilo, messo ‘a spessore’ in un imbuto.
La soluzione idroalcolica così fatta, blocca le emorragie da piccoli interventi odontoiatrici in pochi minuti, quando occorrono a volte un paio di ore.
Per ottenere colluttori e preparati più attivi si mescolano le foglie fresche ben triturate con piante ad azione analoga o potenziante, come la Mirra (anche essa è una gommo-resina), i Chiodi di Garofano, la Genziana, tutte piante emostatiche, astringenti o antidolorifiche (soprattutto la Mirra e i Chiodi di Garofano).
Ottimo decotto per le forme gastriche ulcerose o semplicemente infiammatorie così fatto: un pugno di foglie di Lentisco, Melissa, Cannella triturata, Liquirizia e Malva, più o meno in parti uguali. Se ne fa un brevissimo decotto (un minuto!), poi si lascia riposare per 15 minuti e si beve a fine pasto.
Gli ipertesi e quelli che non vogliono la Liquirizia, possono usare dell’Anice in semi (in realtà sono i frutti).
Fonte: Perlavaldorcia
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PREPARAZIONE DELL’OLIO DI LENTISCO – IL VIDEO

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