Il Martin Pescatore (Alcedo atthis)


Il martin pescatore comune o martin pescatore europeo (Alcedo atthis Linnaeus, 1758) è un uccello coraciforme della famiglia degli Alcedinidi. È la specie più comune della famiglia, nonché l’unica presente in Europa. E’ facile incontrarlo nel territorio cilentano e, per questo, vi proponiamo una breve scheda illustrativa.

Il martin pescatore

Il martin pescatore è un uccello di piccole dimensioni, lungo fra i 17 ed i 25 cm, con un’apertura alare che raggiunge i 26 cm ed un peso che va dai 26 ai 46 g. Vi è un gradiente di diminuzione delle dimensioni che segue una direttrice nord-ovest/sud-est, con le popolazioni diffuse nel Sud-est asiatico più piccole rispetto alle sottospecie eurasiatiche anche del 10%.
Quest’uccello predilige eleggere a propria dimora fiumi e ruscelli a corso lento, ma si adatta molto bene anche a vivere sulle rive di laghi, mangrovieti, canneti, estuari, insenature e perfino porticcioli(frequentati soprattutto d’inverno, quando i corsi d’acqua dove questo animale vive abitualmente possono spopolarsi o addirittura ghiacciare), paludi e bacini artificiali.
Le condizioni essenziali dei corpi d’acqua abitati da questi uccelli sono la presenza di acque limpide (fondamentali per individuare le prede, dato che il martin pescatore si nutre di animali acquatici che caccia utilizzando principalmente la vista) e di abbondante vegetazione costiera, possibilmente con rami sporgenti sulla ruperficie dell’acqua da eleggere a punti d’osservazione: queste esigenze rendono il martin pescatore un ottimo indicatore di qualità dell’habitat. Questo uccello tollera l’urbanizzazione, purché essa non vada ad intaccare la limpidezza delle acque: la costruzione di argini artificiali in cemento ha tuttavia un effetto negativo sulla presenza di questi animali, che necessitano di argini terrosi per scavare il proprio nido e sono perciò costretti a migrare durante il periodo riproduttivo in zone dove essi non sono presenti.
Il martin pescatore e la sua preda

Il martin pescatore è un uccello diurno e solitario, che passa la maggior parte del proprio tempo alla ricerca di cibo: esso necessita infatti quotidianamente di una quantità di nutrimento pari al 60% circa del proprio peso corporeo. Per procurarsi il cibo si posiziona su rami o canne sporgenti sui corsi d’acqua dove vive, che elegge a punti d’osservazione e dai quali si tuffa per catturare le sue prede. L’animale durante la notte si rifugia nella fitta vegetazione nei pressi di uno dei punti d’osservazione preferiti.
Il volo è in genere basso, rasente l’acqua, molto veloce e breve: specialmente quando il cibo scarseggia, esso può essere osservato fare lo spirito santo sugli specchi d’acqua, al fine di osservare e valutare la presenza di eventuali prede sul fondo. In virtù delle alte esigenze nutritive, i martin pescatore sono uccelli solitari ed estremamente territoriali, che occupano aree la cui estensione varia a seconda della disponibilità di cibo, ma che generalmente è compresa fra 1 e 3,5 chilometri quadrati: il proprietario difende strenuamente il proprio territorio da qualunque intruso, conspecifico o anche di specie affini, sia esso anche il proprio partner (all’infuori del periodo riproduttivo) o la propria progenie.

Dopo aver catturato la preda, il martin pescatore fa ritorno al proprio punto d’osservazione per poterla consumare con calma. Se si tratta di un grosso animale (come un girino, un gambero od un pesce), esso procede a sbatterlo ripetutamente contro il ramo tenendolo per la coda, in modo tale da stordirlo od ucciderlo: questo è particolarmente importante quando la preda presenta chele, spine o raggi delle pinne appuntiti, che potrebbero ferire il martin pescatore. Lische, esoscheletri e scaglie vengono rigurgitati in boli.
Il periodo riproduttivo è l’unico durante il quale il martin pescatore abbandona almeno temporaneamente i suoi costumi territoriali e solitari. Le coppie si formano già in autunno, ma i due partner mantengono i propri territori rigidamente separati fino alla primavera: nella prima fase del corteggiamento, il maschio insegue la femmina emettendo continuamente dei brevi trilli. Il corteggiamento prosegue con offerte di cibo da parte del maschio e culmina eventualmente nella copula vera e propria, prima della quale maschio e femmina si picchiettano leggermente il becco. Le coppie sono rigorosamente monogame per la durata del periodo riproduttivo: tuttavia, esse non sono stabili e ciascun esemplare si cerca un nuovo compagno ogni anno.

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