La martora (martes martes)


La specie è protetta dalla “Direttiva habitat” 92/43 dell’Unione Europea all’allegato IV del documento: “Specie animali e vegetali d’interesse comunitario che richiedono una protezione rigorosa”. In Italia la specie è protetta ai sensi della Legge 11 Febbraio 1992, n. 157 Art. 2.
Durante le nostre escursioni ci siamo imbattuti (come a Sant’Angelo a Fasanella nel sentiero che conduce all’Antece) in qualche cartello che ci indicava che in quel luogo vive la martora. Abbiamo deciso di fare una piccola ricerca per capire qualcosa di piu’ su questo piccolo “mustelide”.

Martora
Martora

Descrizione – Carnivoro della famiglia mustelidi e del genere Martes. Lunghezza dalla testa all’attaccatura della coda 45 – 58 cm; coda 16 – 28 cm; altezza alla spalla 15 cm; peso 1 – 2 kg. La martora è molto ben adattata alla vita sugli alberi, come dimostra la struttura del suo scheletro, la potenza dei suoi arti posteriori, la lunga coda adatta a bilanciare il movimento e le clavicole ben sviluppate. Si tratta di un mustelide di medie dimensioni, di corporazione snella ed allungata, zampe corte con cinque dita munite di artigli, testa piccola e muso appuntito. Le orecchie sono di forma triangolare ed appaiono relativamente grandi. Il pelame, bruno scuro, presenta una grande macchia giallastra nella regione della gola, appare folto, morbido, lucido e si compone di peli rigidi, di consistenza setosa, e di una lanetta corta e fine. Il mantello appare più scuro nei mesi invernali, quando la lanetta cresce in volume per aumentare la sua capacità di isolante termico. I giovani acquisiscono la pelliccia definitiva durante il loro primo inverno, ma per completare la muta è necessario un anno. Negli adulti la muta stagionale coincide con l’autunno e la primavera. Nella regione anale è presente una ghiandola secernente un odore pungente. Il dimorfismo sessuale si evidenzia con la taglia: i maschi sono generalmente dal 12 al 30% più grandi delle femmine. Esistono sostanziali differenza di taglia a seconda delle varie razze geografiche.

Abitudini – Come molti mustelidi, la martora svolge le proprie attività durante le ore crepuscolari e notturne. Questo non esclude il fatto che, in zone dove la presenza umana non disturba la fauna selvatica, questi animali possano rimanere attivi durante il giorno. Le aree dove la martora trascorre le ore di inattività sono rappresentate dai nidi o dalle tane. Nella zona controllata da ogni individuo (home range) vengono realizzati molti rifugi, allo scopo sono utilizzati sia nidi abbandonati da uccelli o scoiattoli, sia tane ricavate in anfratti naturali a terra. Le tane ricavate nel substrato vengono preferite alle latitudini più settentrionali o durante la stagione fredda, grazie alla loro capacità isolante termica. Ogni individuo adulto conduce vita solitaria, tranne per le femmine che debbano accudire la propria covata. Studi sul campo hanno dimostrato che i maschi hanno comportamento territoriale e che si accopiano con le femmine residenti all’interno del proprio dominio. La grandezza dell’home range dei maschi è ovviamente maggiore di quello delle femmine, varie femmine possono accoppiarsi con un maschio che riesca a difendere il territorio dalla penetrazione dei rivali entro i propri confini. Esistono variazioni geografiche nell’ampiezza degli home range, probabilmente correlati con la maggiore o minore disponibilità di risorse alimentari presenti sul territorio. In ogni caso molti autori riportano che, per i maschi, il dominio si aggiri intorno ai 23 chilometri quadrati, mentre per le femmine resta compreso in circa 6 – 7 chilometri quadrati. Il disboscamento avvenuto nel corso degli anni di alcune zone del Cilento ha chiaramente ridotto l’ampiezza dei territori a disposizione di questo animale compromettendone, in parte, la sua diffusione.
La martora

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