L’appennino campano: dal Matese al Vallo di Diano

Matese - Lago di Gallo Matese - foto by Cilentano.it


SUI MONTI DEL MATESE (Video realizzato da napoletani d.o.c.!!!)
NUOVO VIDEO!

Cilentano.it presenta: Il Matese di cilentanopuntoit
L’Appennino meridionale si differenzia dal centrale perché il parallelismo delle catene ed il «motivo» orografico della disposizione a quinte scompaiono; mancano lunghe zone corrugate e predominano invece, zolle isolate, separate da aree depresse riempite da depositi recenti; queste zolle, sono state riunite in un unico complesso soltanto dal sollevamento postpliocenico. Il corrugamento sembra poi essere stato meno intenso, onde i massicci hanno minore altezza: le cime superiori a 2000 m sono molto rare.

I monti del Matese - foto by Cilentano.it
I monti del Matese – foto by Cilentano.it

I più elevati di tali massicci sono più vicini al Tirreno che all’Adriatico, e più vicina al Tirreno è la linea spartiacque, del resto molto irregolare. Le pendici rivolte al Tirreno sono anche, in genere, più ripide, mentre sul versante adriatico, si affianca all’alta montagna un avampaese di pianalti e di colline. I grandi blocchi di calcare hanno struttura ed aspetti non molto dissimili da quelli dell’Appennino centrale; ma dal punto di vista geolitologico è da segnalare la comparsa di terreni più antichi di quelli che costituiscono l’ossatura dell’Appennino centrale: il Trias, con dolomie tipiche, e in Calabria anche con rocce cristalline, gneiss, filladi, ecc..A sudest dell’alto corso del Volturno si solleva il grande massiccio del Matese, compatto e nettamente delimitato tutto intorno da profondi e ampi solchi vallivi.
Matese - Lago di Gallo Matese - foto by Cilentano.it
Matese – Lago di Gallo Matese – foto by Cilentano.it

Il massiccio che culmina a 2050 m nel Monte Miletto (Il Monte Miletto è la vetta più alta dei monti del Matese – 2050 m s.l.m.-. È posizionato al centro del Massiccio e divide le regioni Campania e Molise e quattro province: Caserta, Benevento, Isernia e Campobasso. L’estrema punta si trova in provincia di Isernia, nel comune di Roccamandolfi.
Matese - Monte Miletto
Matese – Monte Miletto

Per questo il Cervati e’ la vetta piu’ alta della Campania), è costituito da una potente pila di strati, dolomitici in basso, calcarei in alto. Un lungo avvallamento, a circa 1000 metri ospita un lago – il lago del Matese – oggi regolato come serbatoio. Su di esso pendono valli sospese, alcune delle quali ospitarono in alto piccoli ghiacciai. Ma le forme attuali appaiono modellate dal carsismo che ha avuto grande sviluppo: il lago stesso, del Matese può dirsi un lago carsico.
Un altro tra i massicci più elevati dell’Appennino meridionale: è quello dei Monti Picentini (1809 m), anch’essi dolomitici e calcarei, in gran parte selvaggi e spopolati. La stretta depressione di Cava dei Tirreni, tra Nocera e Salerno, che non supera i 200 m, isola come sollevamento indipendente la catena dei Lattari che forma l’ossatura della penisola Sorrentina, culminando nel Monte Sant’Angelo a Tre, Pizzi (1443 m).
I monti Lattari - foto by Cilentano.it
I monti Lattari – foto by Cilentano.it

E’ una cresta irregolare costituita essenzialmente, da calcari e dolomia, che corre tortuosamente con ardite punte, guglie e sproni che precipitano ripidamente e talora addirittura a picco su entrambi i versanti. Il solco indicato dalla valle del Sele è assunto da taluni come linea di separazione fra l’Appennino napoletano e quello lucano. Ma la fisionomia generale del paesaggio non muta sostanzialmente.
Monti Lattari e costiera amalfitana
Monti Lattari e costiera amalfitana

Dominano i monti del Cilento (Cervati, 1899 m), aspri, selvaggi, coperti in alto da foreste, dove hanno ancora una volta grande sviluppo i fenomeni carsici: grotte, come quelle spettacolari di Pertosa nel Monte Alburno, doline, campi carreggiati, corsi d’acqua sotterranei. Il Vallo di Diano, a circa 450 m di altezza, lungo 35 km, largo da due a sei, percorso dal Tanagro, è il fondo di un lago pleistocenico, svuotatosi in età storica, tutto intorno circondato da sedimenti lacustri ben conservati. Il Tanagro ne usciva un tempo precipitando in un abisso e sottopassando la sbarra calcarea che chiude la conca a valle; ora questa è tagliata e il fiume scorre all’aperto con rapide e cascatelle entro un’angustissima forra.
Cervati - Madonna della neve - foto by Cilentano.it
Cervati – Madonna della neve – foto by Cilentano.it

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I VIDEO:
SUL CERVATI IN AUTO

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