Nuova direttiva relativa al controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi – gazzetta ufficiale pdf


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Con il Decreto Legislativo 104 del 10 agosto 2018, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 209 dell’8 settembre 2018, è stato formalizzato oggi il recepimento della Direttiva Europea sulle armi da parte dello Stato Italiano.

Dopo la Francia, l’Italia è la seconda nazione ad aver ufficializzato il recepimento della Direttiva, ma va sottolineato che il decreto legislativo approvato in Italia è il miglior recepimento finora discusso in tutta l’Unione Europea: un fatto che i detentori di armi italiani dovrebbero celebrare non perché “gli è andata bene”, ma in quanto dimostrazione del fatto che in Italia, al di là dei molti problemi di altra natura, c’è un governo democratico.

I Paesi che più hanno sostenuto la modifica restrittiva della direttiva infatti (come ad esempio Germania, Francia e Belgio) annunciano o hanno già attuato disastri epocali.
“La direttiva – si legge nel comunicato del Consiglio dei Ministri – ha il fine di armonizzare le condizioni di circolazione delle armi da fuoco e delle loro componenti essenziali all’interno dell’Unione e impone alle legislazioni degli Stati membri di adottare precise cautele.

Recependo la direttiva, il decreto rimodula le categorie delle armi da fuoco; modifica i criteri di acquisizione e detenzione delle stesse; disciplina le modalità con cui devono essere marcate; prevede forme di controllo e di monitoraggio più stringenti dei titoli di acquisizione e detenzione; armonizza la durata delle autorizzazioni.

Tra le principali novità, il testo introduce un sistema di tracciabilità delle armi uniforme che impone di conoscere in modo certo la data di fabbricazione e distruzione dell’arma, il divieto assoluto di usare armi “camuffate”, intese come armi modificate in modo da assumere caratteristiche esteriori di un altro oggetto, e l’obbligo, per ottenere il nulla osta all’acquisto di armi, di produrre un’autocertificazione con la quale si attesta di aver avvisato i familiari conviventi maggiorenni, compreso il convivente more uxorio.

Infine, il decreto riduce da sei a cinque anni la durata delle licenze di tiro a volo e di caccia di nuova emissione e prescrive l’obbligo di presentare la certificazione medica necessaria ogni cinque anni per chiunque detenga armi comuni da sparo, ad eccezione dei collezionisti di armi antiche, e salvo che il detentore sia in possesso di licenza di porto d’armi, e integra la disciplina esistente sul controllo dell’acquisizione e della detenzione di armi destinate all’uso civile ma non incide sulla disciplina relativa all’acquisizione e alla detenzione di armi appartenenti alle Forze Armate o di Polizia o ad Enti governativi, nonché sulla legge relativa al controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento (legge 9 luglio 1990, n. 185)”.
Il decreto legislativo approvato non contiene alcuna indicazione rispetto al paventato obbligo di attestare di aver informato i propri conviventi maggiorenni.
Rispetto alle denunce di acquisto e detenzione il nuovo decreto legislativo introduce delle novità.

Il decreto ribadisce infatti che “Chiunque detiene armi, parti di esse …, munizioni finite o materie esplodenti … deve farne denuncia entro le 72 ore successive all’acquisizione … all’ufficio locale di pubblica sicurezza o… al locale comando dell’Arma dei carabinieri, ovvero anche per via telematica ai medesimi uffici o alla Questura competente per territorio attraverso trasmissione al relativo indirizzo di posta elettronica certificata. La denuncia è altresì necessaria per i soli caricatori in grado di contenere un numero superiore a 10 colpi per le armi lunghe e un numero superiore a 20 colpi per le armi corte”.

L’aspetto legato ai caricatori alleggerisce molto la situazione, per tutti i detentori di armi corte o armi lunghe di tipo bolt-action. Siamo certi che i detentori di armi semiautomatiche in categoria A7/B9 si rendono conto che si tratta comunque di una notevole semplificazione per moltissimi tiratori.

Riguardo alla possibilità di inviare le denunce via e-mail su posta elettronica certificata, vi suggeriamo di verificare preventivamente la disponibilità (dell’indirizzo e-mail) del vostro locale ufficio di polizia competente per territorio. Ma indubbiamente, si tratta di un fondamentale passo in avanti che adegua anche la Pubblica Amministrazione delle armi (Commissariati e Comandi Carabinieri) a quanto già si fa da anni in molti altri ambiti amministrativi dello Stato.
Per le nuove licenze di porto d’armi ad uso caccia e a uso sportivo rilasciate dopo la data di entrata in vigore del decreto legislativo, la durata di validità passa da 6 a 5 anni.

Il porto d’armi per difesa personale mantiene validità annuale, mentre le licenze di collezione e la licenza prefettizia per eccedere i limiti di munizioni detenibili mantengono validità permanente.

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