Parco, la ricetta anti cinghiali: gabbie di cattura ed aree recintate


Gabbie di cattura e reti per proteggere le coltivazioni. Queste le azioni contenute nel Piano del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, approntato per contenere i problemi dovuti ai cinghiali. Nei giorni scorsi è arrivato anche il via libera dalla Regione Campania.

L’installazione di recinti di cattura avverrà in aree pianeggianti al fine di ridurre la possibilità di estirpazione di arbusti e alberi; gli interventi saranno attuati coerentemente con il ciclo biologico delle specie, quindi non in corrispondenza del periodo di riproduzione delle comunità animali. Inoltre via libera alla messa in opera di reti (elettrificate e non) tese alla prevenzione dei danni alle produzioni agricole. L’installazione potrà essere realizzata autonomamente dai singoli agricoltori, senza il ricorso ai contributi erogati dal Parco.
Quelle programmate non sono le uniche iniziative contro il fenomeno cinghiali intraprese dall’Ente guidato dal presidente Tommaso Pellegrino: presto saranno operativi 200 selecontrollori che dovranno procedere agli abbattimenti selettivi.

Si tratta di azioni programmate per limitare il fenomeno dei cinghiali che crea non pochi problemi sul territorio. A subire maggiormente i danni sono gli agricoltori che vedono le loro coltivazioni distrutte o danneggiate dagli ungulati. Questi animali, inoltre, negli ultimi tempi sono divenuti anche un pericolo per l’incolumità di pedoni e automobilisti.

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