Sanza, rinvenuta carcassa di lupo ucciso da polpette avvelenate


La ferocia dell’uomo supera, di molto anche, quella che siamo soliti immaginare per gli animali. Così, grazie alle polpettine avvelenate, lasciate in giro nelle montagne, un cucciolo di lupo ha trovato la morte.

La carcassa del piccolo lupo è stata trovata ieri da un giovane del posto a poche centinaia di metri dalla località Colle del Pero, sul Monte Cervato. Non è neppure la prima volta che accade. Un fenomeno quello dell’avvelenamento della fauna selvatica incontrollato. Vittime spesso sono anche i cani dei cercatori di tartufo dei cacciatori. La questione però assume contorni complessi in considerazione della vastità del territorio e dell’esiguo numero di agenti carabinieri forestali presenti, appena tre. Varrebbe la pena infatti ricordare che se è vero, come è vero che il Monte Cervato, è l’area ecologica più importante dell’area protetta del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, è altrettanto vero che il comando territoriale dei Carabinieri Forestali ha sede a Vallo della Lucania, che proprio li molti agenti sono impiegati per mansioni d’ufficio e che dunque, i territori rimangono assolutamente privi di vigilanza, nonostante gli sforzi che i pochi carabinieri forestali compiono ogni giorno su un territorio vastissimo. Dunque l’appello, l’ennesimo, va al’Ente Parco per un potenziamento della vigilanza nelle aree montane; per un’eventuale trasferimento della sede operativa del Coordinamento dei Carabinieri Forestali del Parco proprio a Sanza, dove non solo insiste una Caserma forestale poco utilizzata ma dove vi sono altre strutture comunali che attendono da anni che lo stesso Parco le utilizzi al meglio.

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L’esemplare era un cucciolo

La ferocia dell’uomo supera, di molto anche, quella che siamo soliti immaginare per gli animali. Così, grazie alle polpettine avvelenate, lasciate in giro nelle montagne, un cucciolo di lupo ha trovato la morte.

La carcassa del piccolo lupo è stata trovata ieri da un giovane del posto a poche centinaia di metri dalla località Colle del Pero, sul Monte Cervato. Non è neppure la prima volta che accade. Un fenomeno quello dell’avvelenamento della fauna selvatica incontrollato. Vittime spesso sono anche i cani dei cercatori di tartufo dei cacciatori. La questione però assume contorni complessi in considerazione della vastità del territorio e dell’esiguo numero di agenti carabinieri forestali presenti, appena tre. Varrebbe la pena infatti ricordare che se è vero, come è vero che il Monte Cervato, è l’area ecologica più importante dell’area protetta del Parco Nazionale del Cilento Vallo di Diano e Alburni, è altrettanto vero che il comando territoriale dei Carabinieri Forestali ha sede a Vallo della Lucania, che proprio li molti agenti sono impiegati per mansioni d’ufficio e che dunque, i territori rimangono assolutamente privi di vigilanza, nonostante gli sforzi che i pochi carabinieri forestali compiono ogni giorno su un territorio vastissimo. Dunque l’appello, l’ennesimo, va al’Ente Parco per un potenziamento della vigilanza nelle aree montane; per un’eventuale trasferimento della sede operativa del Coordinamento dei Carabinieri Forestali del Parco proprio a Sanza, dove non solo insiste una Caserma forestale poco utilizzata ma dove vi sono altre strutture comunali che attendono da anni che lo stesso Parco le utilizzi al meglio.

Infine il rammarico dell’amministrazione comunale espresso attraverso le parole del vicesindaco Toni Lettieri: “Il controllo del territorio non può essere delegato ai Comuni che privi di risorse e soprattutto di personale non sono in grado di garantire la sicurezza e la vigilanza di un territorio così vasto come quello di Sanza, oltre 12mila ettari. Chiediamo con forza che l’Ente Parco si carichi finalmente di una responsabilità per troppi anni disattesa – ha aggiunto Lettieri – e nel mentre chiediamo alla politica, di prendere in seria considerazione la necessità che i piccoli comuni hanno nel continuare ad esercitare quel necessario ruolo di controllo del territorio attraverso lo sblocco del Patto di stabilità che consenta nuove assunzioni di personale, anche per la vigilanza del territorio. Non si può mettere sullo stesso piano piccoli comuni di qualche centinaio di ettari di estensione e Comuni come il nostro, tra i più grandi d’Italia, dove però non si può garantire neppure il controllo della viabilità urbana con appena due unità di Polizia Municipale. Infine un appello ai cittadini alla collaborazione al fine di individuare quei soggetti, spregevoli che continuano a disseminare le nostre montagne di polpette avvelenate che stanno decimando la fauna selvatica “ ha concluso il vicesindaco Lettieri.

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