Sirene: Leucosia

Punta Licosa


Leggende delle sirene: la storia di Leucosia

Leucosia lo osservava ogni notte. Nuotava silenziosa e leggiadra come solo le sirene potevano. Arrivava sotto la finestra del castello del suo amato. E lo guardava da lì, mentre il principe si affacciava alla finestra delle sue stanze e si perdeva con lo sguardo lungo l’orizzonte del mare, un lastra nera su cui si specchiava la luna pallida.

Lui era lì. Ma lei non lo poteva toccare, accarezzare, baciare. La sua coda le impediva di muoversi sulla terraferma, e nonostante questo amava quell’essere umano con tutta sé stessa. Ma la cosa che faceva soffrire di Leucosia più era un’altra: la consapevolezza che il principe non sospettasse nemmeno della sua esistenza. Lei era una sirena. E le sirene dovevano tenersi nascoste alla vista degli umani. Era sempre stato così, e così sarebbe stato per sempre.

Un giorno accadde qualcosa. Lei sapeva che prima o poi sarebbe successo, ma Leucosia aveva preferito ignorare ogni volta quel triste pensiero. Al castello ci fu movimento per diversi giorni. E di notte, lo sguardo del suo principe non era più triste: adesso era sognante, estatico. Come se stesse pensando a qualcuno. Nascosta dalla sciabordio delle onde del mare, Leucosia si costrinse a zittire quanto il suo animo le stava gridando con tutta la forza possibile.

La donna arrivò una mattina piena di sole e con il mare placido. Il giorno che tutte le donne sognavano per il proprio matrimonio. E convolò a nozze con il principe.

Leucosia assistette a tutto. Attonita, incapace anche solo di pensare a qualcosa. Attese che calasse la notte. E vide il suo principe nuovamente affacciato alla finestra. Quel breve, fugace attimo di felicità, l’illusione che niente fosse cambiato, si tramutò nella più atroce delle condanne per la sirena: il suo principe si era affacciato con la donna che era diventa sua moglie, e le stava mostrando quel mare in cui Leucosia era stata costretta a nascondersi.

I due sposi scomparvero. E il cuore di Leucosia non poté reggere oltre. Raggiunse un piccolo isolotto a poca distanza dal castello. Fu lì che si uccise, dilaniandosi il cuore con un pezzo di roccia mortale come una lama.

Il suo ultimo pensiero fu per l’uomo che aveva amato.

Ancora oggi, diversi pescatori che navigano nei dintorni dell’isolotto omonimo asseriscono che in particolari giorni è possibile ascoltare l’armonioso, triste e struggente canto della sirena Leucosia. E alcuni affermano anche di averla vista nuotare sotto la propria barca, una visione tanto fuggevole quanto stupenda.

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