Thunnus thynnus: il tonno rosso Il passaggio nel Cilento avviene tra settembre ed ottobre

Il tonno rosso


Il tonno rosso (Thunnus thynnus, Linnaeus 1758) è un grande pesce pelagico appartenente alla famiglia Scombridae. Conosciuto anche come tonno pinna blu.
Questa specie è diffusa nelle acque tropicali, subtropicali e temperate dell’Oceano Atlantico, nel mar Mediterraneo e nel mar Nero meridionale. Non frequenta acque a temperature inferiori ai 10 °C.
Frequenta soprattutto le acque al largo e si avvicina alle coste solo in determinati periodi (diversi da luogo a luogo) ed in determinati punti, di solito nei pressi di isole o promontori. A causa della pesca intensiva è a rischio di estinzione e rientra nella lista rossa di Greenpeace, che segnala le specie marine più sensibili sconsigliandone il consumo.
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Ha corpo massiccio, fusiforme, con peduncolo caudale sottile, provvisto di 7-10 paia di pinnule e di una carena longitudinale. Le pinne dorsali sono due, ravvicinate, la prima abbastanza lunga ed alta nella parte anteriore, la seconda triangolare, breve e simmetrica alla pinna anale. Le pinne pettorali sono corte (nell’affine alalunga sono invece molto lunghe); le pinne ventrali sono corte. La pinna caudale è ampia e falcata. Le pinne pari e le ventrali durante il nuoto sono tenute chiuse ed alloggiate all’interno di incavature, permettendo al pesce di mantenere un profilo perfettamente idrodinamico. I denti sono piccoli ma disposti in tutta la bocca. Le scaglie sono molto piccole, ma coprono tutto il pesce.
Il colore è blu acciaio scuro sul dorso, talvolta quasi nero. Il ventre ed i fianchi sono bianco-argentei, talvolta con macchie più chiare indistinte nella parte inferiore. Le pinnule sono gialle, le altre pinne grigie, tranne la seconda dorsale che è rosso-bruna. Si tratta di uno dei più grandi pesci del Mediterraneo: supera i 3 metri di lunghezza e si registra il record di un esemplare pesante 725 chilogrammi.

Pesca al tonno rosso - foto by web
Pesca al tonno rosso – foto by web

I tonni passano da una fase erratica, durante la quale si muovono in piccoli gruppi poco densi, composti di pesci della stessa taglia, per poi riunirsi, in gruppi più fitti, durante la fase gregaria, che coincide con l’inizio della stagione riproduttiva. In questo momento i tonni migrano verso le aree di riproduzione in banchi numerosi. Le migrazioni dei tonni tendono a passare dagli stessi luoghi e negli stessi periodi, consenteno quindi l’installazione di impianti fissi di pesca che prendono il nome di tonnare.
I tonni rossi vivono la maggioranza della vita nell’Atlantico settentrionale, in primavera però si riuniscono in grandi gruppi e migrano verso il Mediterraneo dove si riproducono (detti ”’tonni di andata”’), in autunno tornano nell’oceano (”’tonni di ritorno”’). Durante questo viaggio non mangiano e perciò le carni dei tonni di entrata sono più grasse e gustose di quella dei tonni di uscita, per questo la pesca avviene soprattutto in tarda primavera, quando cioè è possibile catturare esemplari la cui carne ha un maggiore valore commerciale. In realtà pare però che non tutti i tonni migrino, sembra infatti che esistano anche delle popolazioni stanziali sia in Mediterraneo che in Atlantico, quelle mediterranee d’inverno tendono ad inabissarsi. Nel Cilento il passaggio dei tonni avviene tra settembre ed ottobre.
Sequestri di tonno rosso da parte della guardia costiera
Sequestri di tonno rosso da parte della guardia costiera

In seguito alla sovrapesca, alla quale è stato soggetto nel Mediterraneo (suo luogo di riproduzione), gli stock si sono vistosamente ridotti e per tal motivo alcune nazioni come la Francia, il maggior produttore di tonno rosso del Mediterraneo[senza fonte], intendono agire nel senso di regolamentarne, se non impedirne, la caccia. A questo fine, in Europa sono stati fissati come parametri minimi di cattura il peso di 30 kg o la lunghezza di 1,15 m. È necessario avere una specifica autorizzazione per la pesca del tonno rosso ed ai pescatori sportivi non è consentito catturare più di un esemplare per bordata.
I maggiori consumatori sono i giapponesi, che comprano circa l’80% del tonno mediterraneo. Il costo al chilogrammo a Tokyo, aggiornato al 12/01/2010, ha raggiunto i 525 euro

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