Un comune al giorno: Centola e le sue frazioni – Il video I paesi del Cilento

Centola - foto by Cilentano.it


Sono piu’ di 5000 i “centolesi” distribuiti tra il Comune di Centola e le sue frazioni: Palinuro, la piu’ rinomata, Foria, San Nicola e Sanseverino.

Centola - foto by Cilentano.it
Centola – foto by Cilentano.it

In questo breve servizio, abbiamo visitato il Comune e le Frazioni Foria, Palinuro e San Nicola. Di San Severino parliamo in una pagina a parte. A San Nicola abbiamo raccolto una testimonianza “storica” del piccolo borgo… Le informazioni storiche di Centola le abbiamo trovate sul sito ufficiale del Comune
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IL VIDEO

Storia di Centola
Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente (476), la tribù barbara degli Ostrogoti occupò gran parte dell’Italia del Sud, compresa la città della Molpa. L’imperatore Giustiniano d’Oriente, rimasto l’unico padrone dell’Impero Romano, per scacciarli inviò in Italia il generale Belisario. Così, nel 547, Belisario,con lo scopo di liberare la Molpa dagli Ostrogoti, saccheggiò e incendiò la città, distruggendola e costringendo i superstiti alla fuga. Alcuni dei superstiti, in numero di cento, raggiunsero le colline e si stabilirono ai piedi della montagna delle Fontanelle, in un posto riparato e sicuro, detto Vallone.

Centola - il centro storico - foto by Cilentano.it
Centola – il centro storico – foto by Cilentano.it

Dal numero dei fuggitivi che diedero vita al nuovo nucleo abitativo, questo luogo fu chiamato ‘Centula’.
Centola nacque sotto la dominazione bizantina di Giustiniano ma, dopo appena undici anni, passò sotto la dominazione longobarda; vide poi susseguirsi le dominazioni dei Normanni, degli Svevi, degli Angioini, degli Aragonesi, degli Spagnoli e dei Borboni. Durante il periodo longobardo Centola si ingrandì notevolmente e il suo sviluppo avvenne intorno alla Badia di Santa Maria degli Angeli, della quale oggi non resta più nulla. La Badia sorse come eremo fra il 515 e i 530 ad opera di monaci basiliani. Divenne Badia nel 750 e i suoi monaci continuarono a seguire la regola di San Basilio, la quale voleva che alla preghiera si unisse il lavoro. Pertanto crearono scuole, orfanatrofi, ospizi, un mulino, un frantoio, un monte di credito, , vaste piantagioni di ulivi e una biblioteca ricca di manoscritti, svolgendo così un ruolo di guida sia nella vita spirituale che nella vita sociale di Centola.
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Successivamente, fino al periodo del Risorgimento, abbiamo poche notizie che riguardano Centola. Intorno al 1250, durante il periodo svevo, Centola divenne ‘Universitas’. Allora il termine ‘Universitas’ non indicava un istituto di cultura ma il complesso di persone che formano una comunità. L’ ‘Universitas’ di Centola godeva di una sua autonomia amministrativa, aveva un suo Statuto, un ‘Sindicus’ eletto dai cittadini, un proprio giudice, un ‘baglivo’ che amministrava la giustizia e un ‘baiulo’ al quale erano affidate le terre demaniali. Inoltre ricordiamo che Centola, la Molpa e Palinuro furono più volte attaccate e saccheggiate da pirati turco-saraceni provenienti dal mare. Per difendersi dalle scorrerie di questi pirati, fra il 1550 e il 1600, furono realizzate lungo la costa del Comune una serie di torri, tutte ancora in buone condizioni: il Fortino, la torre del Capo, la torre Formica, la torre Mozza o del Monaco, la torre del Mingardo, la torre di Calafetente e quella di Chianofaracchio.

Centola - foto by Cilentano.it
Centola – foto by Cilentano.it

Il Risorgimento centolese
Nel 1828 gli abitanti di Centola parteciparono alla rivolta del Cilento del 1828. La rivolta iniziò la notte tra il 27 e il 28 giugno 1828 col disarmo della Guardia Urbana di Centola. Gli insorti proseguirono poi per Palinuro con lo scopo di impossessarsi di 1500 fucili, 12 cannoni e numerose munzioni custoditi nel Fortino. Trovarono solo qualche fucile e della polvere avariata: i Borboni, avvisati da qualcuno, avevano fatto portare via tutto l’arsenale. I ribelli non si persero d’animo, raggiunsero la piazza di Palinuro e lessero ‘Il Proclama di Palinuro’, un manifesto in cui reclamavano una costituzione capace di garantire la libertà e la giustizia sociale. Da Palinuro proseguirono poi per Foria ed altri paesi dei dintorni. La rivolta non ebbe esito positivo, fu crudelmente domata dal maresciallo Del Carretto, inviato dal re Francesco I di Borbone. Tra i condannati ci furono Pasquale D’Urso, Filippo Passarelli e Tommaso Imbriaco di Foria.

Capo Palinuro da San Nicola - foto by Cilentano.it
Capo Palinuro da San Nicola – foto by Cilentano.it

Purtroppo non abbiamo notizie su Foria o non siamo stati in grado di trovarle. Vi lasciamo qualche foto e proseguiamo per San Nicola.

La maiolica di foria - foto by Cilentano.it
La maiolica di foria – foto by Cilentano.it
La chiesa di Foria - foto by Cilentano.it
La chiesa di Foria – foto by Cilentano.it

Proseguiamo per San Nicola di Centola… qui troviamo una grossa frana che impesce il passaggio. Gi abitanti ci dicono che la voragine sta li’ dal due o tre anni, non capiscono perche’ il sindaco del Comune di San Mauro La Bruca non faccia qualcosa per sistemare questi 40 metri di strada visto che dalla stazione di Pisciotta il paese dista solo una decina di chilometri. Eccovi la foto della “frana”.

La voragine sulla strada che collega Pisciotta a S. Nicola ed a S. Mauro La Bruca - foto by Cilentano.it
La voragine sulla strada che collega Pisciotta a S. Nicola ed a S. Mauro La Bruca – foto by Cilentano.it

Ma e’ possibile “bypassare” la frana attraverso un breve tratto appena cementato su un terreno “prestato” in modo gratuito da un abitante della frazione di San Nicola, niente di pericoloso, e’ brevissimo. Raggiungiamo quindi il piccolo paese e chiediamo informazione a due ragazzi del posto che indicano una piazzetta per scattare delle foto al promontorio di Palinuro, la strada per vedere la chiesa e quella per raggiungere il vecchio borgo.

Ciao ragazzi siete fantastici..!
Ciao ragazzi siete fantastici..!

Cosi’ proseguiamo per la chiesa.

La chiesa di san Nicola di Centola - foto by Cilentano.it
La chiesa di San Nicola di Centola – foto by Cilentano.it

Non resta che andare alla scoperta del vecchio borgo che, negli anni 60, frano’ forse per l’ampliamento di una galleria in prossimita’ della vecchia stazione di S. Mauro Scalo. Gli abitanti furono messi in sicurezza dapprima in una tendopoli un po’ piu’ a valle e successivamente in degli edifici popolari.

San Nicola - i resti della vecchia chiesa
San Nicola – i resti della vecchia chiesa

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Palinuro - Foce del Mingardo - foto by Cilentano.it
Palinuro – Foce del Mingardo – foto by Cilentano.it

Lo speciale di Cilentano.it su San Severino
La pagina di Cilentano.it dedicata al Comune di Centola
La pagina ufficiale del Comune di Centola

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