Un paese al giorno: Bellosguardo continua il nostro viaggio tra i paesi del Cilento... meno male che c'e' Wikipedia!


Ed al fine giungemmo in quel di “Bellosguardo”, un piccolo paese immerso nel Parco Nazionale del Cilento. Il cartello ci da subito qualche indicazione: il paese del vino e dell’olio.
bellosguardo
Sono circa 900 gli abitanti di questo luogo ameno, il loro nome e’ bellosguardesi. Il patrono e’ San Michele e si festeggia il 29 settembre.
Sulle origini di Bellosguardo non si conosce niente di preciso. Si presume fosse un avamposto durante l’alleanza di Fasanella con Paestum, molto tempo prima dell’era cristiana. Durante lo scavo effettuato per la costruzione di un edificio scolastico, si rinvennero alcune tombe del IV-III sec. a.C.

Bellosguardo - foto by Cilentano.it
Bellosguardo – foto by Cilentano.it

Nel museo provinciale di Salerno si conserva un carteggio in cui sono elencati alcuni ritrovamenti di molte monete italiote, frammenti di vasi di impasto di ceramica orientale ed ambre, che fanno pensare che la zona fu abitata fin dall’ VIII secolo a.C. Comunque si sa con certezza che la valle, dalla fine del V sec. a.C., fu zona obbligata di passaggio per il commercio tra Posidonia, la valle del Tanagro e le colonie greche sullo Jonio, tramite una strada sulla quale è ricalcata, per la maggior parte, l’odierna statale 166.
Panorama dalla piazza di Bellosguardo - foto by Cilentantano.it
Panorama dalla piazza di Bellosguardo – foto by Cilentantano.it

Questa strada aveva inizio da Valle Lausa e proseguiva fino al ponte di Castel S. Lorenzo. Qui si biforcava ed un ramo portava a Bellosguardo e, attraverso le colline della località Incompenso e Monte Pruno, attraverso l’odierna “Valle del ritorno”, arrivava ad Atena Lucana allacciandosi alla via Popilia o Ania o Capua-Regium.
Bellosguardo - Vicoli nel centro storico - foto by Cilentano.it
Bellosguardo – Vicoli nel centro storico – foto by Cilentano.it

È attraverso queste arterie che avvenivano gli scambi di merci tra Paestum e le colonie greche sullo Jonio. Bellosguardo si consolidò comunque in età medioevale e fu un centro molto importante durante il periodo feudale longobardo distinguendosi, in seguito, come baronia angioina. Nel 1695 il borgo divenne proprietà di Giacomo Pignatelli che lo cedette successivamente alla famiglia Caracciolo. Durante il Risorgimento molti cittadini di Bellosguardo dimostrarono spirito patriottico unendosi alle fila garibaldine.
Da vedere:
Portale della chiesa di S. Maria delle grazie - Bellosguardo
Portale della chiesa di S. Maria delle grazie – Bellosguardo

Chiesa di Santa Maria delle Grazie, (1512) sorto come edificio conventuale dei Padri Minori di S. Francesco, al suo interno sono conservati un affresco che rappresenta la deposizione di Cristo, attribuito alla scuola di Giotto, un reliquiario e varie statue lignee fra cui quella della Madonna delle Grazie, scolpita a Napoli nel primo Settecento e ricoperta da uno strato di color oro. Il convento ha ospitato, tra i tanti monaci, anche Fra’ Lorenzo Ganganelli, che in seguito prese il nome di papa Clemente XIV.
Bellosguardo - Chiesa - foto by Cilentano.it
Bellosguardo – Chiesa – foto by Cilentano.it

Chiesa di S. Michele Arcangelo, edificio religioso che presenta tre affreschi del pittore salernitano Pasquale Avallone.
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Prodotti tipici: tra i prodotti tipici troviamo, come consuetudine nel Cilento:
– Olio Extravergine di Oliva “Colline salernitane” DOP
– Vini locali
– Il Fico Bianco del Cilento DOP,
ma non ci aspettavamop di trovare “La sfogliatella”… incredibile ma vero qua fanno un’ottima sfogliatella!!!
Bellosguardo - foto by Cilentano.it
Bellosguardo – foto by Cilentano.it

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