Un paese al giorno: Rutino Il nostro tour nel Cilento

Rutino, l'ingresso al paese - foto by Cilentano.it


Sono circa 900 i “rutinesi”, il comune e’ posto a 370 metri d’altezza ed il Santo patrono e’ San Michele Arcangelo.

Rutino, l'ingresso al paese - foto by Cilentano.it
Rutino, l’ingresso al paese – foto by Cilentano.it

La data della sua origine e’ tutt’ora sconosciuta. Il suo nome si identifica in “Rutiginum” che compare per la prima volta nel 954 in quel documento che parla della Translatio del corpo di San Matteo da Casalvelino a Salerno. Il paese si ritrova ancora menzionato in un rogito del 1053 come riportato dal Mazziotti.
Lo stesso nome, con lieve variante, viene riportato in un atto con cui Gregorio, signore di Capaccio, donava nel maggio del 1092 al monastero di San Nicola la chiesa di “Sancti Matthaei de Ruticino”.
Rutino - la via principale - foto by Cilentano.it
Rutino – la via principale – foto by Cilentano.it

Nel testo “La Lucania” dell’Antonini troviamo annotato, per scoprire l’etimologia anche:
Rhodigino à Rodino à rodon à rosa à generatore di rose
Erutinei à erutinoi laoi à in Omero popolo erutini.

Anelli in ferro murato per legare il bestiame - foto by Cilentano.it
Anelli in ferro murato per legare il bestiame – foto by Cilentano.it

Il villaggio, perciò, potrebbe essere stato creato da coloni greci qui insediatisi. La breve distanza sia da Elea, oggi Velia, che da Poseidon, Paestum, potrebbe confermare l’ipotesi.
Altri vogliono far derivare il nome dalla località agreste:
Ruta-ae à erba ruta à rutina à Rutino.
I ruderi scoperti nel passato nella zona Casatiti (casa di Tito) certamente testimoniano la vetustà del luogo ed i legami con la civiltà romana.
“Non molto discosto da tale terra – dice l’Antonini – vi è un luogo detto Casatiti, un tempo abitato, or pieno sol di rovine e sepolcri antichi, ove spesso trovansi medaglie e monete familiari ed imperiali ispezialmente di Licinio. Non son molti anni vi fu scoverto un sepolcro di un guerriero armato, di statura gigantesca il di cui osso femorale era più di due palmi lungo…
All’opposto di Casatiti vi è un altro luogo chiamato Ottaviano, Ortaiano, Taiano (oggi Taviana). I paesani graziosamente “ne contan delle favolette” e la via che ad entrambi conduce, fu detta “la Via del Casale”.
Rutino - il palazzo che divide le strade a sinistra si va a Lustra - foto by Cilentano.it
Rutino – il palazzo che divide le strade a sinistra si va a Lustra – foto by Cilentano.it

Ma oggi, al posto di quei roseti che avrebbero potuto dare origine al nome e che per bellezza eguagliavano o addirittura superavano quelli di Paestum, si trovano viti ed ulivi. E tra viti ed ulivi, a circa un chilometro dal centro abitato, sulla strada statale 18, troviamo la Fontana di San Matteo.
I testi e le tradizioni orali dicono che durante il trasferimento del corpo del Santo, alcuni di quelli che trasportavano le reliquie, “superata l’erta salita di Rutino”, avessero manifestato il desiderio di bere e che miracolosamente fosse apparsa una fonte. Il P. Magnoni scrisse: “detta fin oggi il fonte di San Matteo”.
Rutino - La fontana Versetata - foto by Cilentano.it
Rutino – La fontana Versetata – foto by Cilentano.it

I rutinesi costruirono sul luogo, a testimonianza un “monumento” ancora visibile ma non nella sua forma originaria perché ristrutturato. Sulla parte frontale di esso si ammirava un tempo una targa ricordo e poi un’effigie marmorea del Santo. Quest’ultima mani sacrileghe asportarono negli anni ’70 mentre la prima già mancava, ma negli anni ’90 ne è stata riproposta una nuova.
Rutino - la "colombaia" - foto by Cilentano.it
Rutino – la “colombaia” – foto by Cilentano.it

Lungo la via Roma scopriamo “la Colombaia” di ottima fattura, per qualcuno di stile “arabesco”, per chi scrive più liberty, simbolo del paese, con di fronte l’antico palazzo Cuoco.
Più su i palazzi Guarino ex Oliva, Criscuolo ex Spagnuolo, Borrelli e il vetusto palazzo Cuoco un tempo forse destinato a convento, come vuole la voce del popolo, considerandone le strutture e ricordandone gli affreschi sulle pareti delle arcate al piano rialzato ora inesistenti ma presenti negli anni ’50.
Percorrendo la via Dei Mille, presso il largo Guglielmo Marconi (i sabbiuoli), troviamo il Palazzo Verdoliva, poi proseguendo quello di Di Giulio-Oricchio oggi Ciardi-Casale, più su palazzo Melella nel passato Lombardi ed infine, forse il più antico di tutti questi, palazzo Magnoni, oggi Santangelo-Chirico-Rizzo, un tempo sede della Gendarmeria Borbonica.
Osservando questi edifici si possono scoprire i segni delle vecchie culture artistico-architettoniche: dai portali e “caposcale” ai mascheroni, dagli stemmi in marmo alle opere in ferro battuto. La visione diretta mostra ciò che è arte; la descrizione non realizza l’opera ma ne esprime solo delle qualità.
Rutino - Versi di Libero Bovio - foto by Cilentano.it
Rutino – Versi di Libero Bovio – foto by Cilentano.it

I rutinesi sono stati sempre presenti, in caso di bisogno,a lottare contro chi
voleva attaccare e sottomettere i paesi cilentani.
Partecipi nel 1563 per combattere i pirati turchi che si erano spinti sulle nostre coste e così anche nel 1629. Gli episodi di rivolta al regime nei moti del 1820- 28 li vide attori per “far tremare il potere borbonico”.
Influenzati dalla dottrina liberale e gli insegnamenti mazziniani i rutinesi cospirarono e si opposero al regime borbonico e con i fratelli Magnoni, a cui fu messa “a ferro e a fuoco” la casa, contribuirono all’unità d’Italia.
Rutino - antico portale - foto by Cilentano.it
Rutino – antico portale – foto by Cilentano.it

Da piazza XX Settembre oggi piazza Vittorio Veneto si mossero con gli altri insorti dei paesi vicini, qui convenuti, per unirsi alle truppe garibaldine.
Per le attività svolte per la causa e per la tenace collaborazione dei fratelli Magnoni e degli altri garibaldini locali, Rutino, si meritò l’attributo di” paese garibaldino”.
Nella guerra del 1915-18 e poi 1940-45 molti furono gli eroici concittadini caduti per la Patria.
I loro nomi a testimonianza sono scolpiti sulla bronzea pergamena apposta sul monumento che in loro perenne memoria vollero erigere coloro che furono più fortunati scampando alle palle ed alle granate dei nemici.
Rutino - Chiesa madre - foto by Cilentano.it
Rutino – Chiesa madre – foto by Cilentano.it

Ogni anno il 4 novembre essi vengono ricordati ed al loro appello, i rutinesi ed i presenti,rispondono come a Redipuglia: Presente.
Una delibera Consiliare del 29 marzo 1925 n. 55 riferisce dell’esistenza a quella data di un “Comitato per le onoranze dei caduti in guerra”.
Istituito per la raccolta di fondi per erigere il monumento che ricordasse gli eroici figli di Rutino caduti in guerra.
L’opera fu affidata all’autore-scultore prof. Eugenio Avolio di Napoli a cui fu conferita la nomina di “cittadino onorario come attestato di grato ricordo per la bellissima e stupenda statua in bronzo della Vittoria Alata, opera d’arte di sublime bellezza estetica, che è un inno alato di vittoria”.
Rutino - il totem della pace dello scultore Mauro Molinari - f. by Cilentano.it
Rutino – il totem della pace dello scultore Mauro Molinari – f. by Cilentano.it

A sud-est il serpeggiante luccichio dei binari indica la stazione ed il rione Rutino scalo a circa 7 km di distanza. Contempla poi a sud il Monte della Stella che s’innalza dolcemente al cielo, mentre sulla dorsale parallela è affiancato dal vicino comune di Lustra.
Tutto il paesaggio collinare, nella sua bellezza selvaggia, è dominato, sul lato ovest, dalla mole superba del castello di Rocca Cilento che coniuga armonicamente storia e natura. Assumendo la caratteristica dell’antica borgata, Rutino offre un piacevole soggiorno ai visitatori che qui vengono in ogni stagione per trovarvi pace ed oblio.
Panorama da Rutino - foto by Cilentano.it
Panorama da Rutino – foto by Cilentano.it

Tratto da: “Rutino. Storia e folklore” di A. Rizzo
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LA PAGINA DI CILENTANO.IT DEDICATA A RUTINO
LINK AL SITO UFFICIALE DEL COMUNE DI RUTINO
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