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San Mauro La Bruca - foto by Cilentano.it


Sono in 600 gli abitanti di questo piccolo ma molto suggestivo paese cilentano.
Il nome del capoluogo San Mauro La Bruca deriva da quello del suo Santo protettore, l’abate Mauro che visse al tempo di San Benedetto e fu suo discepolo a Subiaco.
Sulla base delle più accreditate supposizioni storiche in proposito, tra cui anche quella di Pietro Ebner, si ritiene che a San Mauro La Bruca, in una località chiamata Santa Maria, esisteva in tempi antichi un piccolo monastero dedicato a San Mauro abate.

San Mauro La Bruca - foto by Cilentano.it
San Mauro La Bruca – foto by Cilentano.it

Intorno al monastero, com’è accaduto sovente anche altrove, si sviluppò l’antico centro abitato, che dall’Abbazia prese sia il nome che il culto in onore del Santo.
La parte finale del nome del paese, “La Bruca”, può essere un toponimo di origine greca, la cui precisa derivazione etimologica resta piuttosto incerta, dal momento che nessuna delle ipotesi formulate in proposito può dirsi sicura.
L’unico dato certo è che il toponimo Bruca ricorre anche in altre zone del territorio cilentano, come, ad esempio, il promontorio su cui sorge Velia, che era chiamato anticamente “Castellammare della Bruca”.
San Mauro La Bruca - il centro - foto by Cilentano.it
San Mauro La Bruca – il centro – foto by Cilentano.it

Per quanto riguarda le vicende storiche dell’abitato, c’è da dire che la maggior parte delle notizie in merito sono state raccolte dal parroco don Pasquale Allegro, deceduto nel novembre 1994.
Secondo la sua ricostruzione storica, il vecchio abitato si trovava, in tempi molto antichi, in contrada “Santa Maria”, un chilometro a sud dell’attuale centro abitato; nella stessa zona, come già si accennava sopra, si trovava l’Abbazia benedettina dedicata a San Mauro.
Per una più esatta collocazione cronologica dell’evento, è necessario tener presente quanto riferisce lo storico Giuseppe Antonini circa la rifondazione dell’antica Abbazia basiliana di San Nazario, avvenuta, secondo lui, nel 1044 ad opera del benedettino Richerio, abate di Monte Cassino dal 1038 al 1055. Ciò farebbe supporre che, all’incirca nello stesso periodo, fu fondata l’antica chiesa di San Mauro gestita e officiata dai benedettini.
Riguardo alle cause che determinarono, nel corso dei secoli successivi, lo spostamento più a nord dell’abitato attuale, sono state formulate varie ipotesi, nessuna delle quali può dirsi risolutiva, in mancanza di notizie precise e documenti storici in proposito.
Reliquie di San Mauro abate
S. Mauro La bruca - La chiesa S. Eufemia - foto by Cilentano.it
S. Mauro La bruca – La chiesa S. Eufemia – foto by Cilentano.it

San Mauro La Bruca - Iscrizione - foto by cilentano.it
San Mauro La Bruca – Iscrizione – foto by cilentano.it

Secondo l’antica tradizione orale, fatta propria dallo stesso don Pasquale Allegro, l’antico abitato in contrada Santa Maria fu distrutto più volte dai Saraceni. Questi eventi che avrebbero determinato il trasferimenti degli abitanti superstiti più a Nord, in un luogo più facilmente difendibile.
Interno della chiesa - foto by Cilentano.it
Interno della chiesa – foto by Cilentano.it

Si potrebbe però ipotizzare che lo spostamento dell’abitato sia avvenuto per motivi igienico-sanitari, dovuti al prosperare, nelle zone basse e ricche di acqua, della zanzara anofèle vettore della malaria. La questione, in ogni caso, rimane aperta.
Mentre il nuovo abitato si estendeva e si sviluppava alle falde della collina, iniziava, intorno alla metà del XV secolo, la costruzione di una nuova chiesa.
San Mauro La Bruca - foto by Cilentano.it
San Mauro La Bruca – foto by Cilentano.it

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