Un paese al giorno: Sanza


L’abitato (composto da circa 2800 abitanti, sanzesi) sorge alle pendici del Monte Cervato, su un’area prevalentemente collinare, dov’è ubicata l’antica rocca, circondato dal verde delle montagne circostanti. Il territorio è infatti caratterizzato da due catene montuose: una riconducibile al gruppo del Monte Centaurino ed un’altra riconducibile al gruppo del Monte Cervato, ben delineato tra Cozzo della Croce, Monte Forcella, Monte Motola, Monte Faitella e la Raia del Pedale. La cima del Monte Cervato che, con i suoi 1.898 m s.l.m., è il monte più alto della Campania, ricade all’interno del territorio comunale e ciò fa di Sanza uno dei comuni più importanti del Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano.
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La forte permeabilità del suolo, a causa di fenomeni carsici presenti, rende l’intera area del Cervato un importantissimo bacino idrografico da cui scaturiscono corsi d’acqua di notevole importanza, quali il fiume Bussento, il fiume Mingardo, il fiume Calore Lucano.
Il paesaggio, infatti, appare modellato dalle forme carsiche, che ne rappresentano la principale caratteristica geologica, dalle grandi fosse scavate dai torrenti permanentemente in piena e dalle numerose sorgenti.
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Quest’ aspetto geomorfologico è riscontrabile in tutta l’area del massiccio del Cervato e si manifesta in maniera eclatante con la formazione di una grava, la Grava del Festolaro, nonché l’Inghiottitoio di Vallevona (denominato “Affonnaturo” nel locale dialetto sanzese). Quest’ultimo, situato sul Monte Cervato, è accessibile da un tunnel artificiale scavato nella montagna e presenta un’interessante caratteristica: l’ambiente caldo-umido che viene a crearsi all’interno dell’inghiottitoio consente di creare un micro-clima particolare, in cui vivono piante e animali che non dovrebbero trovarsi a quelle altitudini (quota 1070 m.). La presenza di pareti a strapiombo e cascate conferiscono al luogo particolare bellezza.

Sanza - il busto di Carlo Pisacane - foto by cilentano.it
Sanza – il busto di Carlo Pisacane – foto by cilentano.it

Sanza, ancor prima della presenza lucana e romana, ha da sempre assunto un’importanza strategica e commerciale come passaggio obbligato lungo l’antica via carovaniera “del sale” che collegava la costa con la parte meridionale del Vallo di Diano.
Tra le prime testimonianze storiche di rilievo, si ricorda il contributo del I sec. a.C. del naturalista romano Plinio il Vecchio, il quale nella Naturalis Historia menzionava il popolo lucano dei Sontini, in qualità di appartenenti alla confederazione dei popoli lucani.
Sanza - antico portale - foto by cilentano.it
Sanza – antico portale – foto by cilentano.it

Ciò induce a credere che l’abitato arcaico si chiamasse Sontia e che sorgesse nell’area pianeggiante di contrada Agno (non molto distante dall’odierno insediamento), dove nei decenni passati sono venute alla luce rare ma significative testimonianze come vasellame lucano e pietre tombali romane.
Vicoli di Sanza - foto by cilentano.it
Vicoli di Sanza – foto by cilentano.it

Col tempo, l’antica carovaniera “del sale” dovette mutarsi in un ràmulus (diramazione) che collegava il centro abitato alla Via Popilia-Annia che, costruita da Roma verso la metà del II sec. a.C., da Capua attraverso il Vallo di Diano raggiungeva Reggio Calabria.
I Sontini non ebbero mai buoni rapporti con i dominatori romani: infatti insieme ad altri popoli lucani presero parte alle Guerre pirriche e alla Seconda Guerra Punica del III sec. a.C., e presumibilmente, alla Guerra sociale del I sec. a.C., sempre contro i Romani, mostrando quindi una perenne insoddisfazione per la loro dominazione: per questi motivi l’abitato di Sontia venne raso al suolo più volte dai Romani.
Antica torre con orologio - Sanza - foto by Cilentano.it
Antica torre con orologio – Sanza – foto by Cilentano.it

La posizione di predominio in epoca lucana viene meno, quindi, con l’avvento della dominazione romana e, come avvenne per altre popolazioni lucane, Sontia si avviò verso il declino dei primi secoli del I millennio d.C. Col passar del tempo gli abitanti abbandonarono la località sede dell’antico insediamento per spostarsi verso l’area collinare dove sorge oggi l’abitato moderno, probabilmente anche a causa delle ricorrenti epidemie rilevabili nelle zone pianeggianti circostanti.
Paesaggio del Cervati - foto by Cilentano.it
Paesaggio del Cervati – foto by Cilentano.it

IN PRIMAVERA ORGANIZZIAMO UNA GITA ALL’AFFONNATURO… RESTATE SINTONIZZATI!
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