Un paese al giorno: Valle dell’Angelo

Valle dell'Angelo - foto by Cilentano.it


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Valle dell’Angelo è un comune nel cuore del cilento, gli abitanti, “casalettari, vallangiolesi” sono circa 250.

Valle dell'Angelo - Chiesa - foto by Cilentano.it
Valle dell’Angelo – Chiesa – foto by Cilentano.it

In origine Valle dell’Angelo era casale di Laurino, ed a quest’ultimo è legata la sua storia. Era infatti denominato nella Regia Camera con il nome di Laurino Le Chiaine Soprano o Laurino Soprano. Alcuni autori ritengono che sia stato edificato per come luogo luogo di riparo durante le transumanze, tanto che vi sono due siti nell’abitato, l’uno chiamato Zaccaro, nella parte inferiore dell’abitato, e l’altro Porcile. L’origine del borgo si fa comunque risalire intorno al X secolo d.C., con l’arrivo dei monaci basiliani. Questi provenivano dalla Siria e dall’Epiro per sfuggire alla persecuzione iconoclasta. Proprio ai monaci italo – greci si deve l’opera di risanamento attuata a Valle dell’Angelo, da cui l’economia trasse notevole benefici, soprattutto in seguito alla devastante guerra greco-gotica del VI secolo.
Valle dell'Angelo - foto by Cilentano.it
Valle dell’Angelo – foto by Cilentano.it

Quando gli arabi occuparono la Sicila nel sec.IX, molti si rifugiarono nella Calabria, nelle Puglie, in Lucania e nelle nostre zone. Tale fatto è suffragato dalla presenza di due importanti cenobi, fondati da questi monaci, aderenti alla regola di San Basilio (basiliani), l’uno denominato di Sant’Arcangelo di Campora e l’altro di San Vito di Fogna (Villa Littorio), che erano alle dipendenze della grande Badia Basiliana di Santa Maria di Rofrano, che a sua volta era Gancia del monastero di Grottaferrata. Intorno ai conventi fondati dai basiliani si raccolsero pastori e gente di luoghi vicini per dissodare le terre, coperte da secolari impenetrabili boschi, adattandole a coltivazioni di viti, ulivi, leguminose ed altro. In origine questa gente viveva in capanne di legno, poi in piccoli vani di pietra, coperte di terra battuta, e, quindi in altre abitazioni più grandi, coperte di tegole di creta cotta, sorrette da rigidi travi di legno.
Valle dell'angelo - foto by Cilentano.it
Valle dell’angelo – foto by Cilentano.it

Nel 1571 i casali di Valle e di Piaggine si staccarono da Laurino anche per i pagamenti fiscali, come afferma Pietro Ebner, per cui rimase attaccato a Laurino soltanto il casale di Fogna, che durante il periodo fascista cambiò il nome in quello attuale di Villa Littorio. Piaggine Inferiore divenne frazione di Laurino fino al 1873, quando cambiò nome e fu elevata a capoluogo di comune. La presenza dei monaci italo – greci in questa vasta zona è testimoniata anche dal fatto che gli abitanti di Valle dell’Angelo sono denominati “li Piroti”, fenomeno che interessò altri centri del Cilento, come San Giovanni a Piro, Perito, Caselle in Pittari.
Valle dell'angelo - foto by Cilentano.it
Valle dell’angelo – foto by Cilentano.it

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IL BRIGANTAGGIO
A Valle dell’Angelo il brigantaggio non fu molto diffuso, grazie alla Guardia Nazionale che operava sul posto, attenta a sopprimere quasiasi forma brigantesca.
In tutto il Cilento il malcontento era più vivo che altrove per via degli irrisolti problemi di coloni, braccianti e pastori. Tra gli affiliati al gruppo di Giuseppe Tardio, noto brigante di Piaggine Soprane, vi fu Pietro Lucido Rubano, nato a Valle dell’Angelo il 29 maggio 1804, che partecipò alle sommosse organizzate dal brigante, il quale, tuttavia, perse molti dei suoi adepti, mentre altri lo abbandonarono.
Valle dell'angelo - foto by Cilentano.it
Valle dell’angelo – foto by Cilentano.it

Intanto nel dicembre 1861 tornò dalla Lucania Pietro Rubano di Piaggine Sottane, alfiere della banda, detto Ciaraolo. nei primi giorni di febbraio del 1862, lo stesso Rubano si recò con altri a Centola per porsi a capo di quella famosa banda che aveva partecipato alla reazione borbonica nell’agosto del 1861, qui fu nominato capomassa. (…).
(fr: Antonio Infante, VAlle dell’Angelo e la grotta, ed. Centro dicultura e studi storici Alburnus, 1995)
Così il Rubano ed il Tardio, e centinaia loro adepti, invasero diversi centri cilentani. L’ultimo saccheggio avvenne a Caselle in Pittari, dove la banda fu sgominata.
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IL SITO UFFICIALE DEL COMUNE
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VALLE DELL’ANGELO CON GOOGLE MAPS

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